Un giorno di ordinaria follia
A grande richiesta torna il PaP

Partita la nuova stagione, è già tempo di verdetti. La classifica è spaccata in due, e anche se può sembrare solo un caso e il distacco di 3 punti dalla vetta è più che recuperabile, il fatto che non ci siano stati pareggi è più che significativo. Perché le squadre che hanno vinto vantano attaccanti del calibro di Totti e Martins, Sheva e Lucarelli, Toni e Di Michele, Trezegol e Adriano, Bojinov e Makinwa. Perché tra le squadre che hanno vinto ci sono i primi quattro classificati della scorsa stagione, oltre alle squadre che hanno giocato più finali.
Personalmente ho vissuto la giornata d’esordio al Campovolo di Reggio Emilia, dove mi ero recato per assistere al concerto di Ligabue. E’ stata dura. Non certo il fatto che ho dovuto attendere seduto in mezzo metro quadro di prato assieme ad altre 180.000 persone dalle 13.15 alle 21.20, quando è iniziato il concerto. Non perché per andare in un bagno chimico (lo chiamano chimico per come viene pulito o per quello che ci trovi quando ci entri?) c’era una coda di 25 minuti. Non perché dopo 3 ore delle tanto agognata attesa non sapevo più che cazzo fare (certo c’erano i gruppi minori, ma Bennato ed Elisa sono arrivati quando ero distratto, come vi dirò tra poco, mentre fino alle 18.00 mi sono sciroppato la splendida musica di: ‘Piccoli Omicidi’, ‘Nukleo’, ‘Funkabbestia’, roba che i Neri per caso passano per i 3 tenori). Ma perché alle 18.00 è iniziato il Campionato, il mio Campionato, non quello della squallida serie A condotta da Bonolis.
Non dotato di radiolina, imbavagliata la moglie che parlava ininterrottamente dalle 10.15 del mattino quando eravamo partiti da Milano (ma quanti argomenti ha? Io dopo che ho parlato di figa, calcio e scelto il giorno della prossima pizza mi son già rotto i coglioni), ho iniziato a recitare dentro di me il rosario visto che alla Favorita avevo in campo Cordoba, Pizarro, Stankovic e Martins da una parte, Caracciolo (da me in panchina) dall’altra. Così ho iniziato a telefonare una mio amico interista che sapevo guardasse la tele. Dopo un po’ non ha risposto più al telefono, ma pietosamente mi mandava dei messaggini. MA SOLO CON I RISULTATI! Pensate voi ad avere in campo tutta l’Inter e a ricevere un messaggio con scritto: Palermo 3 Inter 0, e tu hai Caracciolo in panchina! Come minimo ha fatto tripletta. Ho deciso di darmi la morte, le alternative erano:
- Togliere il bavaglio alla moglie: ci voleva troppo, morire causa ictus perché il cervello ha deciso di farla finita pur di non ascoltarla più poteva durare fino all’intervallo dell’anticipo serale.
- Sdraiarmi in un bagno chimico dopo che sono passate altre quattro ragazze con dei sacchettini in mano: troppo pulp
- Cantare a squarciagola le canzoni dei Funkabbestia. Rapido anche se doloroso, ma dopo che mi ero sgolato per i Nukleo non avevo più voce.
Ho deciso così in un impeto di masochismo di chiamare il mio amico, in modo che con dolcezza mi dicesse i nomi dei marcatori dell’incontro. Se non avesse segnato Caracciolo – mi son detto – avrei prolungato la mia agonia fino al giorno dopo. Questa la telefonata (considerate che io non sentivo un cazzo perché i Funkabbestia erano all’apice della carriera):
N: Ciao sono io
M: che cazzo vuoi
N: come andiamo?
M: ‘na merda
N: Chi ha segnato del Palermo?
(ora credo che ad un interista che vede la sua squadra sotto di tre reti a Palermo la domanda sui marcatori avversari sia per lo meno fastidiosa. Così dev’essere stato, perché mi ha risposto)
M: ma che cazzo di domanda è?
N: dai, è importante
M: Corini, Terlizzi e Makinwa
(qui mi sono ghiacciato, perché sapevo di aver contro Corini. Così mi sono attaccato alla speranza, perché visto che sentivo pochissimo ho sperato di aver capito male. E ho inventato…)
N: il primo lo ha fatto Godini?
M: Corini
N: Cudini? (che gioca credo nel Cagliari, ma ormai il mio cervello era in pappa)
M: Cazzo Corini, ma sei scemo?
N: Ma proprio quel Corini, quello vecchio?
(la domanda non dev’essere stata intelligentissima, perché il mio amico mi ha salutato con il caloroso affetto che ci lega da anni).
M: senti non rompere i coglioni e goditi il concerto, tanto qui non c’è più nulla da vedere. CLICK!
E così è finita, ho chiamato poi un altro mio amico che dal televideo (tanto era appassionato di calcio che ho dovuto fargli accendere il televisore, dire la pagina e spiegarli come leggere i nomi) mi ha detto che Cruz, un mio ex giocatore, aveva segnato due reti.
Bennato a quel punto stava cantando ‘Tu vuoi l’America’. A me bastava una doppietta, ma era anche questa al di la dell’oceano…
TP
Personalmente ho vissuto la giornata d’esordio al Campovolo di Reggio Emilia, dove mi ero recato per assistere al concerto di Ligabue. E’ stata dura. Non certo il fatto che ho dovuto attendere seduto in mezzo metro quadro di prato assieme ad altre 180.000 persone dalle 13.15 alle 21.20, quando è iniziato il concerto. Non perché per andare in un bagno chimico (lo chiamano chimico per come viene pulito o per quello che ci trovi quando ci entri?) c’era una coda di 25 minuti. Non perché dopo 3 ore delle tanto agognata attesa non sapevo più che cazzo fare (certo c’erano i gruppi minori, ma Bennato ed Elisa sono arrivati quando ero distratto, come vi dirò tra poco, mentre fino alle 18.00 mi sono sciroppato la splendida musica di: ‘Piccoli Omicidi’, ‘Nukleo’, ‘Funkabbestia’, roba che i Neri per caso passano per i 3 tenori). Ma perché alle 18.00 è iniziato il Campionato, il mio Campionato, non quello della squallida serie A condotta da Bonolis.
Non dotato di radiolina, imbavagliata la moglie che parlava ininterrottamente dalle 10.15 del mattino quando eravamo partiti da Milano (ma quanti argomenti ha? Io dopo che ho parlato di figa, calcio e scelto il giorno della prossima pizza mi son già rotto i coglioni), ho iniziato a recitare dentro di me il rosario visto che alla Favorita avevo in campo Cordoba, Pizarro, Stankovic e Martins da una parte, Caracciolo (da me in panchina) dall’altra. Così ho iniziato a telefonare una mio amico interista che sapevo guardasse la tele. Dopo un po’ non ha risposto più al telefono, ma pietosamente mi mandava dei messaggini. MA SOLO CON I RISULTATI! Pensate voi ad avere in campo tutta l’Inter e a ricevere un messaggio con scritto: Palermo 3 Inter 0, e tu hai Caracciolo in panchina! Come minimo ha fatto tripletta. Ho deciso di darmi la morte, le alternative erano:
- Togliere il bavaglio alla moglie: ci voleva troppo, morire causa ictus perché il cervello ha deciso di farla finita pur di non ascoltarla più poteva durare fino all’intervallo dell’anticipo serale.
- Sdraiarmi in un bagno chimico dopo che sono passate altre quattro ragazze con dei sacchettini in mano: troppo pulp
- Cantare a squarciagola le canzoni dei Funkabbestia. Rapido anche se doloroso, ma dopo che mi ero sgolato per i Nukleo non avevo più voce.
Ho deciso così in un impeto di masochismo di chiamare il mio amico, in modo che con dolcezza mi dicesse i nomi dei marcatori dell’incontro. Se non avesse segnato Caracciolo – mi son detto – avrei prolungato la mia agonia fino al giorno dopo. Questa la telefonata (considerate che io non sentivo un cazzo perché i Funkabbestia erano all’apice della carriera):
N: Ciao sono io
M: che cazzo vuoi
N: come andiamo?
M: ‘na merda
N: Chi ha segnato del Palermo?
(ora credo che ad un interista che vede la sua squadra sotto di tre reti a Palermo la domanda sui marcatori avversari sia per lo meno fastidiosa. Così dev’essere stato, perché mi ha risposto)
M: ma che cazzo di domanda è?
N: dai, è importante
M: Corini, Terlizzi e Makinwa
(qui mi sono ghiacciato, perché sapevo di aver contro Corini. Così mi sono attaccato alla speranza, perché visto che sentivo pochissimo ho sperato di aver capito male. E ho inventato…)
N: il primo lo ha fatto Godini?
M: Corini
N: Cudini? (che gioca credo nel Cagliari, ma ormai il mio cervello era in pappa)
M: Cazzo Corini, ma sei scemo?
N: Ma proprio quel Corini, quello vecchio?
(la domanda non dev’essere stata intelligentissima, perché il mio amico mi ha salutato con il caloroso affetto che ci lega da anni).
M: senti non rompere i coglioni e goditi il concerto, tanto qui non c’è più nulla da vedere. CLICK!
E così è finita, ho chiamato poi un altro mio amico che dal televideo (tanto era appassionato di calcio che ho dovuto fargli accendere il televisore, dire la pagina e spiegarli come leggere i nomi) mi ha detto che Cruz, un mio ex giocatore, aveva segnato due reti.
Bennato a quel punto stava cantando ‘Tu vuoi l’America’. A me bastava una doppietta, ma era anche questa al di la dell’oceano…
TP