I 3 idioti del Condor
Attenzione, c'è del marcio nella Lega
Il presidente della Dinamo Spinello al telefono con Paulo Roberto Cotechino, un suo informatore in Brasile.
TP: Uè, Cote, como estas?
PRC: Me la cavos, amigos.
TP: Sono interessatos a qualches campiones brasileiro. Futebol Bailado! Qualche nomes?
PRC: Ricardo Kakà, un fenomenos! Non te scordare, non te perdere sto campeiro.
TP: Cos’è sto ghignò?
PRC: Ghignos? Cosa tu intende?
TP: Niente, sarà un’interferenza.
Non era un’interferenza. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Parchetto, un Presidente della Lega più importante del mondo, uno che di solito di calcio non ci capisce un cazzo, stava tenendo sotto controllo i telefoni degli altri colleghi per strappare qualche importante informazione di mercato. Vicino alla nuova corrente politica che si rifà al neo cazzonesimo, il Presidente in questione era in quel periodo un maniacale del controllo altrui. Con basi in punti strategici della città come la pizzeria ‘Padellaccia’, il McDonald’s di Corsico e la ricicleria di via Olgettina, il ‘Ilteo’ (il nome in codice del presidente è volutamente criptato per non farlo riconoscere) aveva messo a punto un piano fenomenale: prima aveva costretto due altri presidenti a lasciare le rispettive squadre (nomi in codice, “the clownaccio” e “The sportel”), poi li aveva usati come basisti in un’operazione di controllo seconda nella storia solo al setaccio delle pattumiere della Barona per portare a casa i punti della Kinder per vincere senza sforzo la gelatiera Slurpy targata Pininfarina (3 copie nel mondo).
Clownaccio, maniaco dello scarico (intendo tramite internet), era costantemente attaccato alla rete per filtrare ogni mail degli ignari presidenti. Lo Sportel, da parte sua, viveva giorno e notte sotto l’albero centrale del parchetto per incontrarti e accompagnarti alla fermata dell’autobus. “Ciao, Nello, come stai?” – era il discorso tipo – “Bene, tu?” – “Bene. Senti di te, tua moglie e le bimbe non mi frega un cazzo CHI COMPRI AL FANTACALCIO?”. Io (Un po’ insospettito): “Strano, Andre, ma non hai smesso di giocare? Se vuoi ti racconto di come voglio piastrellare il bagno”. “No dimmi dei tuoi obiettivi, mi serve perché lavoro in un centro sondaggi e stiamo facendo un’indagine sui consumatori abituali di attaccanti brasiliani che possono anche essere schierati come C”. “Ah, allora hai trovato la persona giusta – mi ero fregato – voglio prendere Kakà, la Gazzetta lo mette centrocampista”.
E’ così che 'ilteo’ venne a sapere, sotto l’ombrellone, del mio obiettivo numero 1. Naturalmente depistò tutto il partito di Corsico promettendo loro l’istituzione della Corsico Cup (gli appoggi politici contano). Infine confuse il Giova costringendolo a scaricare da internet la copia originaria della Bibbia scritta da un amanuense (già per capire cosa fosse, un amanuense, passarono due mesi).
Così Kakà approdò alla SRS. Non c’è trucco non c’è inganno.
TP